Il programma europeo volto a perfezionare le terapie oncologiche nei Paesi comunitari

Tra le sei priorità della Commissione europea per gli anni 2019-2024 rientra la Promozione dello stile di vita europeo, attraverso il quale l’Unione si impegna a proteggere lo stato di diritto per difendere la giustizia ed i valori fondamentali dell’UE. Uno degli obiettivi è quello di realizzare “un’Unione europea della salute solida” in cui gli stati membri si impegnino congiuntamente per affrontare le crisi sanitarie ed i pazienti ricevano le migliori cure possibili, riservando una particolare attenzione alla lotta contro il cancro.

A tal proposito, nasce lo Europe’s Beating Cancer Plan adottato dalla Commissione europea il 3 febbraio 2021: è il piano posto in atto dall’Unione Europea per migliorare la prevenzione, le diagnosi e la cura dei tumori attraverso ricerca, tecnologia ed innovazione; si articola in dieci punti che spaziano dallo screening iniziale al miglioramento della vita dell’individuo in seguito alla malattia1.  Più strettamente geopolitico è l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze esistenti a livello regionale proprio in riferimento alle cure ed al tasso di guarigione in seguito ad una diagnosi di tumore, dove si attesta una differenza sostanziale tra i paesi dell’est Europa e quelli occidentali.

Lo strumento di studio ed analisi sulla sopravvivenza dei pazienti oncologici nel territorio europeo messo in campo dall’Unione è EUROCARE (EUROpean CAncer REgistry-based study on survival and CARE of cancer patients), il cui database contiene la documentazione di circa 22 milioni di diagnosi di cancro in 29 paesi europei2. Il ciclo di analisi del 2013, EUROCARE-5, contiene i dati relativi agli anni tra il 1999 ed il 2007 e dimostra che il tasso di guarigione degli individui adulti ad almeno 5 anni dalla diagnosi è aumentato nel tempo, ma che persistono delle disparità tra le diverse aree geografiche europee. I paesi con il più basso tasso di sopravvivenza (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia) appartengono tutti all’area dell’Europa orientale, mentre i paesi con un alto tasso di sopravvivenza si collocano tutti in area centro-nordica (Austria, Belgio, Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Italia, Portogallo e Spagna), registrando inoltre un tasso di guarigione di bambini ed adolescenti più alto del 10-20% rispetto all’est Europa3. Tali differenze sono a loro volta ampliate all’interno dei paesi stessi da fattori come etnia, età, genere e livello d’istruzione, che spesso contribuiscono ad un ritardo nei tempi di diagnosi e di cura. Secondo Linda Gibbs, co-presidente della sessione East-West Divide della European Cancer Organisation, “making effective change a reality in cancer control across Europe will require collaboration between stakeholders, including policy experts, patient groups, government and industry, alongside robust cancer data. The momentum created by Europe’s Beating Cancer Plan and the experiences of countries such as Slovenia, Poland and Croatia must also be harnessed. Working together, we can drive change in cancer control, improve patient outcomes and close the inequality gap”4.

La pandemia da Covid-19 ha indubbiamente messo in crisi l’intero il sistema sanitario, coinvolgendo direttamente altre aree della medicina apparentemente slegate dalla pandemia stessa. I pazienti oncologici hanno subito un colpo non indifferente dovuto a ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti, mancati follow-up dei pazienti guariti e un rallentamento delle attività di prevenzione e ricerca. Si è verificato inoltre un aumento della carenza di medicinali che ha portato a ritardi od interruzioni di trattamenti chemioterapici, farmaci per cui spesso vi sono poche o nessuna alternativa di provata efficacia; durante il picco della pandemia da Covid-19 in Europa, circa il 50% delle farmacie oncologiche ha sperimentato carenze di farmaci antitumorali essenziali e, in alcuni ospedali e regioni, questa carenza ha interessato più di dieci diversi farmaci5.

Per analizzare in maniera più approfondita l’impatto della pandemia sulle cure oncologiche, la European Cancer Organisation ha creato il Time to Act Data Navigator il quale raccoglie informazioni sull’impatto del Covid-19 nei paesi europei. I dati riportati dimostrano che il divario esistente tra le due aree regionali è stato amplificato dalla crisi pandemica, esasperando le disuguaglianze esistenti; nei paesi dell’est Europa le percentuali di mancate diagnosi o trattamenti sono altissime, come nel caso della Romania, dove si è registrato il 61% in meno di pazienti presi in cura ed il 77,5% delle persone avevano difficoltà ad accedere alle cure, o della Polonia, dove c’è stata una diminuzione del 94% delle mammografie, del 15% di interventi e del 5,5% di radioterapie6. Seppur non rosea, la situazione dell’Europa occidentale presenta delle percentuali di gran lunga più basse: in Italia le donne convocate per test di screening sono il 45% in meno ed in Austria il 70%; in Germania ed in Francia la stima delle mancate diagnosi di cancro è, rispettivamente, del 27,6% e 42%; in Spagna, i pazienti in cura sono diminuiti del 22,3%7. A questi dati è necessario aggiungere una considerevole quantità di pazienti che non hanno effettuato test di screening e non hanno proseguito le cure per paura di contrarre il Covid-198.

La risposta europea alla situazione sanitaria verificatasi è racchiusa nel 7-Point Plan to Address the Urgency and Build Back Better, i cui 7 punti si concentrano sull’affrontare le carenze di medicinali, di attrezzature e di personale che si sono presentate in tutto il continente europeo, ripristinare la fiducia dei pazienti verso i servizi sanitari per il cancro, fornire una forte base di informazioni sull’andamento della situazione oncologica per poter costruire delle politiche più forti e, non per ultimo, assicurare e sostenere una più profonda cooperazione sanitaria a livello europeo ed a lungo termine; con le parole del Dr. Matti Aapro, presidente della European Cancer Organisation, “The enormity of COVID-19’s impact is beyond doubt. Dreadful occasions like this remind us of the very human need for cooperation. This applies to Governments as well as individuals. We also need to think big, in a way that meets the current pandemic, and future challenges. Our 7-point plan is our contribution to this thinking. When this is over, the tired phrase, “health is not an EU legal competence”, should be sent to the dustbin of history9.

L’autrice Chiara Cannalire garantisce l’autenticità del contributo, fatte salve le citazioni di scritti redatti da terzi. Le stesse sono riportate nei limiti di quanto consentito dalla legge sul diritto d’autore e vengono elencate di seguito. Ai sensi della normativa ISO 3297:2017, la pubblicazione in serie viene identificata con l’International standard serial number ISSN 2785-2695 assegnato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

1)European Commission, EU Health Union: Europe’s Beating Cancer Plan, 2021, in ed.europa.eu.

2)Conclusions of the MAC Roundtable “Key Determinants of Inequalities in Cancer Survival across Europe” (EP, 05 12. 2013), 2013, in eurocare.it.

3)Ibidem.

4)European Cancer Organisation, It Can Be Done — Beating Inequalities in Cancer Care. Action Report, 2020, in europeancancer.org.

5)European Cancer Organisation, The Impact of COVID-19 on Cancer in Europe: The 7-Point Plan to Address the Urgency and Build Back Better, 2020, in europeancancer.org.

6)European Cancer Organisation, Time to Act Navigator, 2021, in europecancer.org.

7)Ibidem.

8)Ibidem.

9)European Cancer Organisation, Build Back Smarter from COVID-19: The European Cancer Community Speaks Out, 2020, in europeancancer.org.